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Via Regia Trazzera dell'Alcantara

La viabilità era costituita fin dal periodo medievale da una serie di “Trazzere”, delle quali alcune indicate come “Regie”.

In realtà, la struttura stradale medievale di questo territorio si può far risalire all’epoca greco-romana, poiché esiste una coincidenza fra la viabilità romana prima e normanna poi, fino ad arrivare a quella settecentesca, condizionata sempre dal mezzo di trasporto che rimane per secoli la bestia da soma.

La “Trazzera”, una forma intermedia tra sentiero e via campestre, destinata in origine al libero passaggio del bestiame durante la transumanza, diviene successivamente strada rurale assumendo poi nel tempo anche la funzione di importante asse di comunicazione tra città, paesi e contrade. Nei secoli ha rappresentato quanto di meglio potesse servire agli spostamenti ed ai viaggi di contadini, viandanti, pastori, pellegrini, mercanti, re e principi a piedi o a cavallo.

Le "Regie trazzere", intese come percorsi regolamentati negli usi, nascono nel XIII secolo con l’avvento al potere nel regno di Sicilia di Federico II di Svevia. Le regole imposte vengono però spesso disattese dai sovrani ed dai proprietari terrieri che continuano ad esigere i diritti di transito…

Solo in periodo Borbonico si cerca di rimettere ordine, stabilendo, tra l’altro, la larghezza legale in canne 18 e palmi 2 per le trazzere principali (equivalenti a circa 38 metri). il libero transito ed il pascolo gratuito.
Per questo territorio, la via più importante era quella che da Termini giungeva a Messina, passando per Castronovo, Petralia, Nicosia, Troina, Randazzo, la bassa Motta, Monastero S Placido e quindi Messina, la cosiddetta “Via Regia”, citata nei diplomi normanni.

Il tratto di via che continua per Taormina non è altro che la "Regia Trazzera dell’Alcantara”. Esiste ancora un’antica via pubblica, in contrada Laderia di Motta, che, tra Finaita e Gaggi, lungo l’Alcantara, la si può tracciare molto bene, designando così la gran “Via Regia dell’Alcantara”. Essa, passato il ruscello Furnari, saliva al passo di Mala-muglieri, discendeva nel torrente sottostante fino alla base di Batiazza, quindi proseguiva per il torrente San Paolo, nei pressi della chiesetta di Francavilla di Sicilia, costeggiava la base delle alture di San Giovanni, fino ad immettersi nel letto dello Zavianni per ricongiungersi all’antichissima via del Mulinello, attraversava di nuovo il letto del San Paolo e da questo entrava in contrada Spatola, quindi percorreva la mulattiera del Fondaco Motta, la via Vecchia Ladreria, Sciara, passo San Cataldo, Finaita, Torrente Graniti, Gaggi.